L’importanza delle tematiche ambientali e la loro centralità rispetto alle strategie d’impresa è un tema non nuovo, ma che negli ultimi anni sta prendendo piede per la spinta delle ONG, dell’opinione pubblica e degli investitori verso la sostenibilità.
Presentiamo a seguire alcune delle iniziative più rilevanti definite da norme internazionali certificabili che le organizzazioni possono adottare per il miglioramento delle proprie performance ambientali.

Norma ISO 14001

Il sistema di gestione ambientale basato sulla norma ISO 14001 rappresenta il principale framework di riferimento a disposizione delle organizzazioni per gestire i propri impatti ambientali.
Come le altre norme di sistema, si basa sull’approccio P-D-C-A e adotta nella sua struttura l’High Level Structure, che la rende facilmente integrabile con altri standard e schemi di certificazione.

In Italia, la certificazione ISO 14001 è seconda per numero di certificazioni solo alla norma ISO 9001 – Sistemi di gestione per la qualità e conta oltre 24 mila siti certificati (dati agosto 2020).

Punti rilevanti della norma

Punto 6. La pianificazione

  • La definizione dei rischi e delle opportunità (6.1.1) connessi agli aspetti ambientali e alle compliance obligation, nonché a eventuali altre questioni emergenti dall’Analisi del Contesto.
  • Le aspettative individuate nell’Analisi del Contesto, che sono recepite dall’organizzazione al punto da essere assimilate a obblighi veri e propri (compliance obligation).
  • L’identificazione degli aspetti ambientali e la valutazione della loro significatività attraverso una Prospettiva di Ciclo di Vita (6.1.2).

Punto 7. Il supporto

  • La richiesta davvero “rivoluzionaria” di realizzare un processo di comunicazione interna ed esterna.
  • Le implicazioni di considerare la comunicazione un “processo” del SGA, con la trasformazione delle domande a chi? cosa? come? quando comunicare? in una serie di chiari requisiti.

Punto 8. Le attività operative

  • L’indicazione per cui progettazione e R&S debbano prendere in carico i requisiti ambientali applicabili ai prodotti e ai servizi riguardanti le pertinenti fasi del loro Ciclo di Vita.
  • L’impegno a cui sono chiamate le organizzazioni certificate a praticare in modo incisivo il cosiddetto green procurement, definendo e applicando criteri ambientali ai propri acquisti di prodotti e servizi per finalità produttive, commerciali, logistiche, ecc.
  • La sollecitazione a valutare se sia necessario fornire informazioni ai soggetti operanti nella filiera downstream atte a garantire una corretta gestione e prevenzione degli impatti ambientali nelle fasi di trasporto, distribuzione, vendita, utilizzo e fine vita.

Punto 9. La valutazione delle prestazioni

  • L’impegno richiesto alle organizzazioni di impostare il processo in modo molto articolato: misurare, monitorare, analizzare, valutare.
  • La conoscenza e comprensione in continuo, da parte dell’organizzazione, del proprio status di conformità rispetto alle compliance obligation.

Norma ISO 50001

Il sistema di gestione dell’energia (SGE) promosso dalla norma internazionale ISO 5001 ha lo scopo di consentire all’organizzazione di perseguire con approccio sistematico il miglioramento continuo della propria prestazione energetica e del sistema stesso. La norma

  1. è applicabile a ogni organizzazione indipendentemente dalla tipologia, taglia, complessità, posizione geografica, approccio organizzativo o dai prodotti o servizi che fornisce;
  2. è applicabile alle attività che influenzano la prestazione energetica gestite e controllate dall’organizzazione;
  3. è applicabile indipendentemente dalla quantità, uso e tipologia di energia consumata;
  4. richiede la dimostrazione di un miglioramento continuo della prestazione energetica, ma non definisce livelli di prestazione energetica da raggiungere;
  5. può essere utilizzata indipendentemente o essere allineata o integrata con altri sistemi di gestione.

L’Appendice A alla norma fornisce una linea guida per l’utilizzo della norma. L’Appendice B alla norma fornisce un confronto tra questa versione e la precedente.

Attraverso un sistema di gestione dell’energia, l’organizzazione può aspirare a raggiungere i seguenti obiettivi:

  • ridurre i costi attraverso una programmazione degli obiettivi di risparmio energetico, supportati da un processo strutturato che porta a definire dei target, a misurare attraverso indicatori energetici i risultati raggiunti e a gestire i piani di miglioramento;
  • migliorare le performance: intraprendere politiche di risparmio energetico in un periodo come quello attuale in cui il costo dell’energia è e sarà sempre di più, in futuro, un fattore di competitività consentirà di ridurre i costi e, quindi, di migliorare le performance di redditività;
  • formalizzare la politica energetica e gli obiettivi dando valore alla politica di gestione dell’energia e considerandola parte integrante dell’efficienza della propria organizzazione;
  • migliorare la reputazione nei confronti di clienti e del contesto ambientale-territoriale in cui si opera, valorizzando l’impegno dell’organizzazione a intraprendere soluzioni a minore impatto per l’ambiente;
  • accedere a nuovi mercati attraverso prodotti conformi alla normativa internazionale;
  • gestire il rischio: ridurre rischi e responsabilità, assicurare processi decisionali sicuri e supportati da dati oggettivi grazie alla gestione del rischio e della conformità;
  • differenziare i propri prodotti/servizi: grazie alle verifiche e alla certificazione indipendente, i prodotti o i servizi erogati dall’organizzazione si distingueranno rispetto a quelli della concorrenza, acquisendo nuovo appeal per il mercato;
  • incrementare il ritorno sugli investimenti grazie alla spinta aduna maggiore produttività, privilegiando con sistematicità le soluzioni tecniche e di costo più efficaci che influiscono sul cambiamento comportamentale per ridurre il consumo energetico.

Life Cycle Assessment ISO 14040:2006 e ISO 14044:2018

LCA è il sistema applicativo del Life Cycle Thinking, ossia un’impostazione di pensiero che considera un servizio o un prodotto non per le caratteristiche tecniche per cui è commercializzato, ma piuttosto come un insieme di fasi di vita – dalla progettazione al suo smaltimento finale – che hanno un impatto sull’ambiente.

LCA (Life Cycle Assessment) è una metodologia di valutazione e quantificazione dei carichi ambientali e degli impatti potenziali associati a un prodotto/processo/servizio lungo il suo intero ciclo di vita.
La metodologia è descritta e codificata dalle norme internazionali UNI EN ISO 14040:2006 e ISO 14044:2018, che forniscono un quadro generale di riferimento definendo inoltre le applicazioni e le limitazioni dell’LCA, nonché le linee guida per effettuare una valutazione dell’impatto.

Per sviluppare studi LCA è necessario formare un team di esperti delle varie fasi del ciclo di vita e utilizzare specifici software per la creazione dei modelli di calcolo e l’organizzazione dei dati.
Questa metodologia rappresenta un importante supporto alle decisioni strategiche aziendali. In materia di efficientamento della produzione, ad esempio, poiché proprio per la sua caratteristica di analisi completa dell’intero ciclo di vita di un prodotto/servizio, permette di analizzare in dettaglio i processi produttivi e individuarne quindi le fasi critiche.

Etichette Ambientali ISO 14024, ISO 14021, ISO 14025

Le etichettature di prodotto rappresentano uno strumento efficace di comunicazione dei risultati di riduzione degli impatti ambientali o di caratteristiche di sostenibilità verso il consumatore finale. I principi generali dell’etichette e delle dichiarazioni ambientali sono definiti nella norma internazionale UNI EN ISO 14020.

In generale, le etichette sono suddivise in tre tipologie – ognuna con la propria norma internazionale di rifermento – sulla base di alcune caratteristiche.

Tipo 1 – UNI EN ISO 14024

Tipo 2 – UNI EN ISO 14021

Tipo 3 – UNI EN ISO 14025

Product Carbon Footprint ISO 14067:2018

Il calcolo della Product Carbon Footprint, ossia l’impronta di carbonio di un prodotto/servizio, consiste nella definizione di un indicatore che misura le emissioni di gas ad effetto serra (CO2, CH4, N2O, CFC, ecc.) lungo l’intero ciclo di vita del prodotto o servizio.
Il metodo di calcolo fornisce un risultato finale per cui l’impronta di carbonio del prodotto è quantificata in unità di peso di anidride carbonica equivalente (CO2eq).

Tale strumento si basa sulla metodologia LCA (Life Cycle Assessment) e sulla specifica norma internazionale ISO 14067:2018, che descrive i requisiti e le linee guida per effettuare lo studio.
Inoltre, al fine di definire requisiti più specifici e stringenti per ogni categoria di prodotto, sono state sviluppate le PCR (Product Category Rules) da organismi internazionali accreditati.

Organization Carbon Footprint (OCF) – ISO 14064:2019

La Carbon Footprint di un’organizzazione rappresenta uno strumento di misurazione delle emissioni complessive (dirette e indirette) di gas ad effetto serra (CO2, CH4, N2O, CFC, ecc.) riconducibili alle attività di un’organizzazione.
La misurazione viene espressa in unità di peso di anidride carbonica equivalente (CO2eq) per ciascuna delle attività svolte, suddivise in emissioni dirette e indirette. Il metodo di calcolo si basa sulla norma internazionale UNI EN ISO 14064:2019 la quale descrive la metodologia per la quantificazione e la rendicontazione delle emissioni di gas ad effetto serra e della loro rimozione.

Tale strumento rappresenta un’opportunità per dimostrare e comunicare all’esterno l’impegno di un’azienda nella riduzione delle emissioni di CO2 equivalente generate dalle proprie attività.

Product Environmental Footprint (PEF)

La Raccomandazione Europea 2013/179/CE ha introdotto la Product Environmental Footprint (PEF), uno strumento che regolamenta calcolo e valutazione dell’impronta ambientale di un prodotto o servizio. A tale proposito, sono state elaborate alcune PEFCR (Product Environmental Footprint Category Rules – Regole di Categoria relative all’Impronta Ambientale dei Prodotti) ovvero delle regole, specifiche per tipologia di prodotto, che completano il metodo PEF identificando ulteriori requisiti e benchmark di riferimento per una data categoria di prodotto.

Lo strumento si basa sulla metodologia LCA e permette di quantificare la performance ambientale attraverso l’utilizzo di diversi indicatori ambientali raccomandati. Indicatori che rappresentano le principali categorie di impatto ambientale riconosciute: emissioni di gas ad effetto serra, efficienza nell’uso delle risorse, impronta idrica, ecc.

Lo schema Made Green in Italy adotta la metodologia PEF per la determinazione dell’impronta ambientale dei prodotti così come definita nella raccomandazione 2013/179/UE della Commissione del 9 aprile 2013.

Water Footprint ISO 14046:2016

La norma internazionale ISO 14046:2016 specifica le linee guida relative alla valutazione dell’Impronta Idrica (Water Footprint) di prodotti, processi e organizzazioni basata si Life Cycle Assessment.

Tale metodologia definisce i criteri per la rendicontazione dell’impronta idrica come attività a sé stante o come parte di una più completa valutazione ambientale, includendo nel calcolo d’impronta solamente le emissioni in aria e nel terreno che impattano sulla qualità dell’acqua e non tutte gli altri comporti ambientali.

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