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IL FUTURO DEL LAVORO, TRA SAPERE E SAPER FARE

Stephane Kasriel, CEO di UpworkThe future of work won’t be about college degrees, it will be about job skills. È il titolo di un articolo apparso poche settimane fa su CNBC e suona come un monito ai giovani di oggi e di domani.

A firmarlo è Stephane Kasriel (nella foto), CEO di Upwork, il quale ha preso spunto da un’indagine realizzata da Freelancing in America 2018 per sottolineare come, da ora in avanti, a definire l’appetibilità di un individuo sul mercato del lavoro saranno sempre meno i titoli accademici e sempre di più la formazione professionale. Perché? Perché in un mondo dinamico come il nostro, non c’è nessuna università, nemmeno la più prestigiosa, in grado di offrire garanzie rispetto all’imprevedibilità e alla velocità del progresso tecnologico.

 

A supporto di Kasriel, ecco alcuni dati emersi dalla ricerca citata a proposito dei freelancer, il segmento  della forza lavoro a crescere più velocemente. Un’infografica piuttosto eloquente evidenzia come il 93% dei liberi professionisti con una laurea quadriennale attribuisca maggior valore alla formazione professionale rispetto a quella accademica. Si ferma invece al 79% il numero di coloro che considerano gli studi universitari più utili di quelli professionali.

 

Sono dati da interpretare con cautela. Non dobbiamo dedurne, in altre parole, che l’università sia una perdita di tempo e denaro – se ben organizzata, manterrà un ruolo cruciale nella preparazione delle nuove generazioni. Bisogna tenere bene a mente, però, che una laurea non assicura competenze professionali valide a vita! Sarebbe come immaginare un mondo del lavoro statico e sempre uguale a se stesso. Niente di più lontano dalla verità: secondo il World Economic Forum Report, per dirne una, il 65% dei bambini che entrano nella scuola primaria svolgerà in futuro lavori che oggi nemmeno esistono.

L’istruzione – ecco la lezione che possiamo invece trarne – deve essere vista e vissuta come un processo che dura tutta la vita, un concetto che vale la pena abbracciare se si vuole restare appetibili in un mercato del lavoro in evoluzione costante.