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WHISTLEBLOWING: LE LINEE GUIDA DI TRANSPARENCY INTERNATIONAL

processfactory_whistleblowingIl whistleblowing è il meccanismo di derivazione anglosassone di segnalazione di illeciti, irregolarità e frodi da parte dei lavoratori. Il whistleblower – letteralmente, soffiatore di fischietto – è il lavoratore che, nello svolgere il suo lavoro in azienda, rilevando una possibile frode o un rischio tale da danneggiare i clienti, i colleghi, gli azionisti, il pubblico e/o la reputazione dell’azienda stessa, decide di darne segnalazione.

 

Il whistleblowing è considerato uno strumento fondamentale nella lotta alla corruzione e infatti era già previsto per le Pubbliche Amministrazioni dalla prima legge Severino del 2012. Entrato da protagonista in un’apposita linea guida da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione – ANAC del 2015, è oggi oggetto di un disegno di legge già approvato dalla Camera dei Deputati.

Per essere ancora più precisi, il meccanismo della segnalazione trovava riscontro già nel Testo Unico Bancario del 1993, nella normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti di cui al D.Lgs 231/01 – dove si prevedono “obblighi di informazione nei confronti dell’organismo deputato a vigilare sul funzionamento e sull’osservanza dei modelli” – così come nel D.Lgs 81/08 in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che prevede, fra gli obblighi dei lavoratori, quello di segnalare tempestivamente al datore di lavoro le anomalie presenti in attrezzature, sostanze, materiali e dispositivi.

 

In questo contesto si inseriscono le Linee Guida di Trasparency International, fresche di pubblicazione, che così introducono il tema:

“La gestione virtuosa del whistleblowing contribuisce non solo ad individuare e contrastare possibili illeciti, ma anche a diffondere la cultura dell’etica e della legalità all’interno delle organizzazioni, a creare un clima di trasparenza e un senso di partecipazione e appartenenza. Questo può avvenire grazie al superamento del timore dei dipendenti di subire ritorsioni da parte degli organi sociali o dei colleghi, oppure dal rischio di vedere inascoltata la propria segnalazione”.

 

Al fine di sviluppare la cultura della segnalazione Transparency International Italia ha anche attivato il servizio Allerta Anticorruzione (ALAC), indirizzato ai cittadini che vogliano segnalare un caso di corruzione. Diversi Capitoli di Transparency International hanno aperto già da alcuni anni centri di assistenza ALAC, acronimo per Advocacy and Legal Advice Centre, per coloro che si trovano ad affrontare o testimoniare situazioni potenzialmente corruttive.

In attesa dell’approvazione definitiva del citato testo di legge, si tratta di uno strumento utile alle organizzazioni pubbliche e private anche per aggiornare i rispettivi piani di prevenzione della corruzione, da definire, lo ricordiamo, entro il 31 gennaio 2017.