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L’ANAC APPROVA L’AGGIORNAMENTO 2015 AL PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE

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L’ANAC, con Determinazione n.12 del 28 ottobre scorso, ha pubblicato l’aggiornamento 2015 del Piano Nazionale Anticorruzione, la cui prima versione risale all’11 settembre 2013. Tale aggiornamento tiene in considerazione l’esito della valutazione svolta dall’Autorità su oltre 1.900 piani adottati dalle amministrazioni, degli aggiornamenti normativi intervenuti, nonché dei confronti attivati dall’Autorità a diversi livelli, fra cui i tavoli tecnici con il MEF e con l’AGENAS.

Alcuni di questi confronti avevano già prodotto documenti di indirizzo, quali la Determinazione n.8 del 2015: Linee guida per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici economici.

 

Il quadro derivante dall’analisi condotta dall’Autorità sui piani di prevenzione della corruzione è abbastanza impietoso. Sono infatti evidenziate diffuse criticità e carenze in tutte le fasi di predisposizione del piano:

 

  • analisi del contesto
  • mappatura dei processi
  • valutazione del rischio
  • trattamento del rischio
  • coordinamento tra PTPC e Piano della Performance
  • coinvolgimento degli attori esterni e interni
  • monitoraggio dei PTPC

 

La stessa Autorità evidenzia come segue le possibili cause alla base della precaria attuazione delle misure di prevenzione della corruzione:

  • le difficoltà incontrate dalle PA dovute alla sostanziale novità e complessità della normativa
  • la scarsità di risorse finanziarie
  • un diffuso atteggiamento di mero adempimento nella predisposizione dei Piani di prevenzione
  • L’isolamento del RPC nella formazione del Piano di prevenzione e il sostanziale disinteresse degli organi di indirizzo.

 

L’Autorità si conseguenza, indica, le necessarie correzioni di rotta, sia nell’approccio generale al tema della prevenzione della corruzione, sia in alcune fasi del processo di gestione del rischio.

  1. La prevenzione della corruzione deve diventare un elemento centrale della strategia dell’Ente: il ruolo degli organi di indirizzo e dei vertici amministrativi dovrà essere più centrale nei processi di progettazione, adozione e monitoraggio dei piani e da questo punto di vista l’Autorità propende per un incremento delle relative responsabilità per gli organi stessi (oggi limitate alla sanzione amministrativa prevista dall’art.19 co.5 lett.b) Legge 90/2014 per omessa adozione dei piani).
  2. Tale estensione di responsabilità si auspica si possa attuare nel quadro complessivo degli interventi legislativi previsti dalla Legge 7 agosto 2015, n.124 «Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche». Tale legge all’art.7 prevede, infatti, una serie di interventi per la “Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza”, da attuarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge stessa.
  3. La strategia di prevenzione della corruzione deve imperniare le fasi di programmazione e gestione dell’ente ed essere maggiormente collegata al processo di gestione degli obiettivi ed al ciclo delle performance.
  4. La prevenzione della corruzione deve essere progettata e realizzata come intervento organizzativo che incide fortemente sui processi e sui processi decisionali interni. Più volte l’Autorità pone l’enfasi sulla necessità di una esaustiva mappatura dei processi aziendali al fine di individuare i possibili eventi rischiosi e le relative cause, fase quest’ultima essenziale per la corretta individuazione delle misure di prevenzione più idonee ed efficaci.
  5. La gestione del rischio corruttivo quindi deve supportare la gestione ed orientare i processi decisionali interni e non concludersi in attività semplicemente ricognitive.
  6. La prevenzione della corruzione deve essere imperniata sulla gestione del rischio, secondo il ciclo proposto dalla norma internazionale ISO 31000. Ciò richiede anzitutto una maggiore attenzione iniziale all’analisi del contesto esterno all’organizzazione, comprendendo i fattori culturali, sociali ed ambientali specifici del territorio di competenza nonché del contesto interno comprendendo gli elementi attinenti all’organizzazione interna dell’ente (livello di complessità, ruoli, responsabilità, risorse, poteri decisionali, ecc.).
  7. La prevenzione della corruzione si attua tramite misure concrete, efficaci, sostenibili e verificabili.Le misure in oggetto potranno, a seconda delle cause di origine, essere orientate alla disciplina del conflitto di interessi, all’incremento dei controlli, alla formazione/sensibilizzazione del personale, alla regolamentazione del processo (regolamenti, procedure), alla semplificazione organizzativa, alla rotazione del personale, ecc.
  8. Affinché le misure adottate siano realmente incisive, oltre a basarsi su una seria analisi organizzativa e dei processi interni, dovranno essere orientate alle cause che sono alla base degli eventi rischiosi, quali ad esempio assenza di trasparenza, eccessiva discrezionalità, mancanza di chiarezza decisionale, scarsa tracciabilità di processi decisionali, eccessivo accentramento dei poteri, mancata attuazione dei principi di separazione dei ruoli e delle responsabilità.
  9. Le misure di prevenzione della corruzione devono essere misurabili. L’Autorità nel documento sottolinea l’importanza della definizione di idonei indicatori in grado di monitorare l’attuazione delle misure e la loro efficacia nel tempo. Nell’ambito dei contratti pubblici, ad esempio, idonei indicatori possono essere così individuati:
    – valore degli appalti affidati con il ricorso a procedure non concorrenziali (affidamenti diretti, cottimi, ecc.)
    – rapporto tra i primi ed il valore totale delle procedure di affidamento attivate in un dato arco di tempo
    – numero di procedure di affidamento andate deserte o per le quali è pervenuta una sola offerta
    – ricorrenza di aggiudicazione a medesimi operatori economici
    – numero (o valore) di contratti con varianti e con proroghe contrattuali rispetto al totale
    – variazione di costo e di tempi di esecuzione dei contratti stipulati

 

In sostanza, dunque, l’Autorità intende alzare ulteriormente la qualità (e quindi l’efficacia) dei piani predisposti dagli Enti, prevedendo, per quelli di minore dimensione e con mancanza di risorse tecniche adeguate, perfino la possibilità che l’analisi dei processi, propedeutica all’identificazione dei rischi e delle misure, possa essere conclusa in un arco di tempo biennale.

 

Per concludere, citiamo un’importante sentenza del TAR Lazio, Sezione Terza, depositata il 24 settembre 2015, la n.11391 e conseguente all’azione promossa da alcuni Consigli dell’Ordine degli Avvocati per l’annullamento delle delibere n.144/2014 e n.145/2014, recanti il parere dell’ANAC sull’applicazione della Legge n.190/2012 e dei decreti delegati agli Ordini ed ai Collegi professionali.

In tale sentenza, nella quale in sostanza si conferma l’applicabilità della normativa anticorruzione e trasparenza agli Ordini e Collegi professionali, il TAR apre a una considerazione di estremo interesse per gli enti di piccola dimensione e privi di professionalità specifiche.

Infatti i giudici amministrativi affermano che: “Inoltre, qualora la redazione del piano non sia possibile a causa della assenza di idonee professionalità all’interno dell’ente, si potrà utilmente fare ricorso al generale istituto dell’accordo tra pubbliche amministrazioni, disciplinato dall’art.15 della legge n.241 del 1990: norma, quest’ultima, che soccorre in via generale qualora sia necessario o opportuno che determinate pubbliche amministrazioni svolgano in comune determinate attività o funzioni”.

Sarà da approfondire se, nella medesima logica, anche i soggetti non rientranti nella nozione di pubblica amministrazione potranno, per le medesime finalità, accedere alle ulteriori forme di accordo previste dalla Legge 241/1990 anche come modificata dalla Legge 15 dell’11 febbraio 2015.

 

I consulenti Process Factory sono a disposizione per chiarimenti e approfondimenti. 

 

Scarica il testo integrale del Nuovo Piano Anticorruzione