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I CRITERI AMBIENTALI PER IL GREEN PROCUREMENT: L’ESEMPIO DELLA FILIERA TESSILE

ProcessFactory_Green_ProcurementSviluppato nel 2007 dal Ministero dell’Ambiente attraverso un processo di consultazione con enti locali e parti interessate, il Piano d’Azione Nazionale per il Green Public Procurement (PANGPP) fornisce un quadro generale sul Green Public Procurement europeo, definendo gli obiettivi nazionali e identificando le categorie di beni e servizi per i quali risulta più urgente un’accurata definizione dei cosiddetti CAM – Criteri Ambientali Minimi.

 

L’ultimo aggiornamento del PANGPP, pubblicato nei mesi scorsi sulla Gazzetta Ufficiale, approfondisce le nuove regolamentazioni in materia di Acquisti Verdi o Appalti Verdi, stabilendo per tutti i prodotti energy related l’obbligo di amministrare le gare d’appalto di beni e servizi per le PA secondo Criteri Ambientali Minimi e Criteri Premianti.

 

Un focus particolare è riservato alla categoria dei prodotti tessili, all’uso e consumo dei quali sono associati diversi impatti

 

La tipologia della fibra costituente, le rifiniture, le tinture e i prodotti chimici impiegati, l’energia consumata nelle diverse fasi del processo produttivo… Sono tutti elementi già oggi decisivi ai fini della produzione e della presenza delle aziende sui

 

Gli impatti più significativi, come si chiarisce nel PANGPP, sono associati alla produzione delle fibre sintetiche e a quelle del cotone. I Criteri Premianti relativi ai prodotti tessili mettono in risalto l’impiego di fibre biologiche, la riduzione dell’uso delle sostanze chimiche, il trattamento delle acque reflue, il riciclaggio… Il tutto in un’ottica sempre più orientata all’impiego e alla valorizzazione della circular economy e della green economy in genere.